Progetto Nusco

Il progetto esplorativo denominato Nusco, coinvolge un’area vasta dell’Irpinia, 678 km2 e 46 comuni della provincia di Avellino, più 1 della provincia di Benevento. E’ un progetto di ricerca e di estrazione di idrocarburi e prevede il primo insediamento nel comune di Gesualdo, in contrada Lo Lugo, con il pozzo denominato Gesualdo1. La Cogeid è l’azienda che ha beneficiato della concessione il 18 luglio 2012 dalla competente Regione Campania.
L’autorizzazione finale alla Cogeid non è stata ancora concessa ed è attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale (VIA), in seno all’assessorato all’ambiente della regione Campania.I comitati, insieme ad un pool scientifico, composto da geologi e tecnici, sta apportando controdeduzioni al progetto iniziale per inibire l’inizio dei lavori che rischiano di avere un impatto molto invasivo in una provincia a vocazione agricola, vitivinicola, e con uno dei bacini imbriferi più grandi del meridione d’Europa.Il 4 ottobre 2013 il progetto viene sospeso fino alla pronuncia della Regione Campania e comunque per un periodo non superiore a 18 mesi, la scadenza del periodo di sospensione è quindi intorno ad Aprile 2015.

Il progetto Gesualdo-1 si conferma un rischioso tentativo di ricercare di petrolio in un’area complessa geologicamente e con forti criticità di carattere ambientale.

Dalla verifica delle ultime documentazioni integrative del progetto rimangono forti i dubbi sulla compatibilità delle trivellazioni con la complessa area delle mefiti della Valle d’Ansanto distanti solo pochi chilometri dal sito prescelto di Gesualdo.

Il rischio di possibili dissesti geologici e la possibilità di emissioni incontrollate di gas naturale ed acqua calda dal sottosuolo, vista la vicinanza del sito al centro urbano di Gesualdo, amplifica le perplessità sulla reale fattibilità di questo progetto e apre non pochi interrogativi di ordine tecnico.

Inoltre, è opportuno sottolineare le perplessità sulla reale tenuta delle infrastrutture del cantiere e sulla efficacia del piano di sicurezza previsto in caso di incidente vista la vicinanza al centro urbano di Gesualdo.

Altri dubbi si evincono poi su quelli che potranno essere gli impatti dei lavori di trivellazione/estrazione sulla vasta falda acquifera presente nel sottosuolo del Monte Otica, la cui imponente portata ha imposto significative modifiche anche al tracciato dei lavori previsti per la realizzazione del tratto finale della Lioni-Grottaminarda.

Con il decreto così detto “Sblocca Italia”, fortemente voluto dal Governo Renzi ed in vigore dal novembre 2014, si ridefiniscono totalmente le procedure autorizzative per i permessi di ricerca di idrocarburi con lo spostamento di competenze decisionali dalle Regioni ai Ministeri e con un sostanziale ridimensionamento delle procedure di verifica degli impatti ambientali dei progetti. Il Governo toglie voce alle comunità locali concentrando poteri e scelte nelle mani dei Ministeri nella prospettiva – così viene sostenuto – di agevolare politiche di sviluppo altrimenti ostaggio di comitati o di comunità che difendono i loro territori. Il progetto Gesualdo 1 attende la verifica ambientale della commissione tecnica regionale ma sulla base delle indicazioni del decreto Sblocca Italia c’è il rischio che il procedimento autorizzativo passi nelle mani del Ministero dell’Ambiente se non licenziato entro la fine del 2014. Allo stato, i comitati stanno provvedendo alla verifica delle documentazioni tecniche fornite dalla società per la presentazione di controdeduzioni da portare all’attenzione della commissione.