ASSEMBLEA NAZIONALE “VERSO IL REFERENDUM NO TRIV” 8 novembre 2015 

 

Domenica 8 Novembre si è svolta al parco delle energie di Roma la prima assemblea nazionale VERSO IL REFERENDUM NO TRIV che si è posta come obiettivo un ragionamento sul percorso referendario verso, appunto, il possibile referendum contro le trivellazioni in territorio italiano, che si svolgerà nella primavera 2016. L’assemblea è stata promossa e coordinata dal Coordinamento Nazionale NO TRIV, presenti gli innumerevoli soggetti impegnati nella vertenza contro le trivelle su tutto il territorio nazionale: associazioni, comitati, rappresentanti di forze politiche e del sindacato.

Una delegazione del Coordinamento Irpino NO TRIV e Attack Irpinia ha seguito i lavori dell’assemblea. Di seguito presentiamo un breve report.

Il Prof.Enzo di Salvatore ha aperto i lavori spiegando nel dettaglio i quesiti referendari. Tecnicamente il referendum può essere annullato solo se nel frattempo vengono abrogate le leggi oggetto del referendum, approvando punto per punto i quesiti referendari stessi.

Vari sono stati gli interventi susseguitisi nel corso dell’assemblea, da parte di associazioni, coordinamenti regionali e personalità politiche, Legambiente, WWF, FIOM, Green Italia, Acqua e beni comuni, A sud e altri, SEL , Movimento 5 stelle, Possibile,  sinistra italiana…

Tra i temi dibattuti la sensibilizzazione dell’opinione pubblica alla vertenza per far si che più del 50 % degli italiani percepisca l’importanza del voto referendario. Bisogna agire calcando su due punti fondamentali, anzitutto dimostrare che l’innovazione non è continuare a pensare al fossile come unica fonte di futuro, ma, ad oggi, fondamentale è ripartire dalle rinnovabili e dallo sviluppo sostenibile.  Per riuscire in questo obiettivo bisogna attivare nuove strategie comunicative nelle TV, sui giornali e la rete, coinvolgendo attraverso la collaborazione viva e libera i coordinamenti, associazioni e partiti politici.

il nodo politico è stato appunto il rapporto con la politica. La passerella politica  suscita un po’ di dissenso e difatti numerosi interventi sottolineano la necessità di mantenere una forte indipendenza. Avere come riferimento il referendum su acqua pubblica, collaborare con le istituzioni e tutte le forze politiche ma senza farsi sfilare di mano la gestione della campagna referendaria. Il rischio è appunto di ridare agibilità politica a chi fino a ora non ha mosso un dito contro le trivelle e magari cerca di salire sul carro in occasione del referendum. un altro rischio è rinchiudere il dibattito sul rapporto istituzioni stato-regioni e minimizzare l’importanza della questione ambientale, climatica e politica. Quindi dare centralità ai comitati ed alla società civile, vigilare sui politici.

Molti hanno sottolineato come sia necessario affrontare la campagna referendaria parlando non solo di trivellazioni ma di ragionare nella dimensione più ampia dell’arretratezza della nostra strategia energetica nazionale contestando l’approccio del governo incentrato sulle fossili.

Ragionare sullo sviluppo sostenibile e l’autosufficienza energetica, la green economy e soprattutto i cambiamenti climatici tenendo presente il percorso verso la COP21 (conferenza di Parigi sul clima). Quindi legare la campagna referendaria al tema della conferenza e ritrovare e rafforzare le stesse reti di associazioni e comitati e società civile. Il referendum è solo una tappa di un percorso più ampio.

Fortunatamente tutta l’assemblea ha posto l’accento sulla necessità di unire le lotte a partire dalle vertenze locali ambientali che sono intrinsecamente legate ed hanno gli stessi connotati di sfruttamento e sospensione della democrazia e dell’autodeterminazione.

Importante resta la costruzione del comitato referendario che gestirà la campagna e che includa i comitati le associazioni e il notriv nazionale. Se ne parlerà soprattutto nella prossima assemblea. Il nome non dovrà generare confusione visto che si tratta di NO triv ma si deve votare SI, quindi hanno proposto 6 SI CONTRO LE TRIVELLE.

È stata lanciata la proposta di fare assemblee territoriali regionali  su modello di quella di ieri, mantenendo lo stesso format ASSEMBLEA VERSO IL REFERENDUM NO TRIV per cominciare a coordinare e costruire le reti di mobilitazione locali.

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